ზარარარ არარარბ არარო აარეკიწილ ისარგეთებცა ნარიხრთი,
ვევნართ ჯენიმარის მაროევიარი?
Vedi, la bianca luna Splendente
La notturna brezza scorre leggera
ad in crespare il vago grembo del
puerto lago.
Perchè, perchè soli io,
nell 'ora più tranquilla e più soave,
muto e pensoso mi starò.
Qui tutto è gioia, il ciel, la terra,
di natura sorridono all 'incanto.
l 'esul solo è
condannato al pianto.
Ed io pure,
fra l 'aure native,
palpitava d 'ignoto piacere.
O del tempo felice ancora
vive la memoria nel caldo pensier!
Oh, del tempo, del tempo felice
vive la me moria nel caldo pensier!
Forsi lande, deserti, foreste,
vivi luoghi olezzanti di fior,
ma girai fra le danze e le feste,
Ma, com pagno, ebbi sempre il dolor.
Ma, compagno, ebbi sempre il dolor.
Ma, com pagno, ebbi sempre il dolore.
Orche mi resta cogliere alla vita
quella forza che misero mi fa,
Devieni, vieni, o morte, a chi t 'invica,
e l 'alma ai primi gaudi
tornerà.
Or che all 'or le patrie sponde
Non saranno a me vietate
Tra quell 'aure, su quell 'onde
Ludo spirito volerò
Faccer ò le guance amate
Della cara genitrice
ed il pianto all 'infelice
non veduto tergerò.
Ed il pianto, il pianto all 'infelice tergerò.
Ed il pianto, il pianto all 'infelice
tergerò.
Oh, che all 'uomo le pazzi sponde
Non saranno a me vietate
Tra quell 'aure, su quell 'onde,
nudo spirito volerò.
Bacerò le guance am ate
della cara genitrice
e di pianto all 'infelice.
ed il pianto l 'infelice terger
ò.
Jérôme!